Workshop Esperienziale di Psicodramma Analitico Junghiano
17-18 APRILE 2010
IL SOGNO: IL TEATRO INTERIORE
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L’associazione culturale Teatro di Ariele propone un week-end intensivo sullo Psicodramma Analitico Junghiano tenuto dal dottor Leonardo Seidita che si terrà a Roma presso la sede dell’associazione in via Rocco da Cesinale 6 (metro Garbatella).
Il dottor Leonardo Seidita -psicologo, psicoterapeuta e psicodrammatista analitico junghiano- conduce gruppi in ambito clinico e lavora da anni nella formazione.
Insegna inoltre Psicodramma e Dinamiche di Gruppo presso numerose scuole di teatro, in cui lo psicodramma junghiano viene utilizzato nello studio e nella scoperta del personaggio.A CHI E' RIVOLTO IL CORSO
Il workshop è rivolto a tutti coloro che vogliono conoscere e sperimentare, attraverso la propria messa in gioco, la tecnica ed il modello dello psicodramma analitico Junghiano.Il workshop si terrà nei seguenti orari: dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00.
Il costo totale per il week-end è di 80 euro per gli associati, 100 euro per i nuovi associati, il numero minimo dei partecipanti è 8, quello massimo 15. Si richiede un abbigliamento comodo.Per iscriversi inviare mail a teatrodiariele@gmail.com o telefonare al 3392754291 e intestare il bonifico a:
ASSOCIAZIONE CULTURALE TEATRO DI ARIELE
CONTO BANCO POSTA
CODICE IBAN : IT38T0760103200000082719394
Le iscrizioni verranno chiuse una settimana prima del week-end.Il workshop ha carattere formativo e di sensibilizzazione alla metodologia attiva di conduzione dei gruppi. L' incontro ha come obiettivo quello di far sperimentare ai partecipanti, attraverso la loro messa in gioco personale, la tecnica e il modello dello psicodramma analitico junghiano, attraverso il lavoro sul sogno e sulle matrici familiari e generazionali.
Il week-end ha carattere prevalentemente esperienziale, prevede un momento di elaborazione teorica e metodologica.COS'È LO PSICODRAMMA
Lo Psicodramma è una tecnica, un metodo e un modello di psicoterapia di gruppo, basata sulla drammatizzazione anziché sulla parola, ideata nel 1921 dallo psichiatra e psicologo J. L. Moreno.
Etimologicamente rimanda al concetto di dramma, azione, compimento, e affonda le sue origini nei riti drammatici dei primitivi, come lo sciamanesimo. Mettere al centro dell’attenzione il drama vuol dire concentrarsi sul peso dell’azione nella trasformazione delle dinamiche al di là dell’interpretazione verbale. La drammatizzazione diviene un mezzo attivo che permette di ricreare e di esternare bisogni, sentimenti, emozioni, conflitti di ruolo, senza gli ostacoli che la vita reale impone e di sperimentare nuovi modi di essere, di viversi e di esprimersi. Attraverso la messa in atto sulla scena, il soggetto può sperimentare le diverse dimensioni della propria vita per stabilire collegamenti costruttivi fra di esse.
Lo Psicodramma facilita così, grazie alla rappresentazione scenica, lo stabilirsi di un intreccio più armonico tra le esigenze intrapsichiche e le richieste della realtà, e porta alla riscoperta e alla valorizzazione della propria spontaneità e creatività.
A differenza di altre tecniche terapeutiche, che usano come strumento privilegiato la parola - lo scambio verbale tra terapeuta e paziente- lo Psicodramma si basa sulla drammatizzazione della propria storia passata e presente, dei propri sogni e delle proprie fantasie.
L’azione scenica e l’assunzione di diversi ruoli sono in grado di liberare la spontaneità e la creatività dell’individuo, costretta in ruoli sociale rigidi e cristallizzati, e di facilitare l’espressione più libera possibile di idee ed emozioni, mettendo fuori gioco i condizionamenti sociali e razionali.LO PSICODRAMMA ANALITICO JUNGHIANO
Si discosta in parte dal modello moreniano, perché cerca di coniugare in un’unica teoria aspetti della Psicologia analitica, dei gruppi e dello Psicodramma. È allo stesso tempo una tecnica, un metodo e un modello di psicoterapia gruppale, nasce e si sviluppa come tentativo di coniugare lo Psicodramma classico moreniano con la Psicologia analitica di Jung.
Mentre nello Psicodramma classico è fondante il mito della catarsi ritenuta di per sé terapeutica, considerata liberatoria e quindi fonte di cambiamento, nello Psicodramma analitico si associa all'effetto catartico della rappresentazione, insito nell'atto del drammatizzare, l’analisi. L’obiettivo è spezzare il buio fitto dell’inconscio.
Per Moreno, uno degli scopi principali dello Psicodramma è che l'individuo diventi consapevole dei ruoli che abitualmente agisce nella vita, per acquisire poi la possibilità di accedere ad altre parti di sé prima negate. La dottrina junghiana sviluppa, invece, una metodologia originale che si fonda su una base teorica coerente, non semplicemente presa a prestito dalla Psicoanalisi, o dallo Psicodramma classico. Essa si contraddistingue per la concezione dell'inconscio e del sogno come teatro di personaggi interni e per la valutazione positiva della funzione creativa dell'immaginazione e dell'inconscio che dà luogo al concetto di Immaginale.
Nel sogno si muovono come goffi o misteriosi personaggi in cerca d'autore, istanze interne, ora gridano, ora rimangono in silenzio, ora hanno l'intento di lanciare messaggi nel giorno, ora aspettano soltanto di essere guardate senza terrifiche paure, bisognose solo di un abbraccio.
Il modello dello Psicodramma Analitico Junghiano, consente di attualizzare nel qui e ora dell' azione, quel lì e allora del sogno. Ed ecco che quei personaggi rivivono, prendono forma e corpo fisico, parlano, possono guardarsi e guardare il sognatore, si fanno portatori di messaggi che possono guidare scelte e sostenere intenti di trasformazione.
Lo Psicodramma analitico junghiano, in virtù della versatilità che lo caratterizza come tecnica, può essere utilizzato in contesti non prettamente terapeutici, come il counseling, la formazione, la supervisione e l’empowerment.Per info e prenotazioni:
065110903
339275491
teatrodiariele@gmail.com
Skype: teatro_di_ariele